Nuovi laboratori per il futuro dell'Accademia Santa Giulia

Nuovi laboratori per il futuro dell'Accademia SantaGiulia. Romagnoli: "L'obiettivo è riportare in questi spazi il concetto di contatto con la vecchia bottega"

Un´opera della mostra "Linee di costruzione" allestita nei nuovi laboratori ... E' uno spazio che si modella sul percorso di trasformazione delle idee in materia, delle nozioni in creazioni. Dell'opera in emozione. Arte. Perchè i tre nuovi laboratori in via Sant'Eustachio non rappresentano solo l'ampliamento delle «aule» all'Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia, ma il simbolo dell'interazione tra generazioni di artisti nel loro continuo sviluppare. Appena restaurati, sono stati inaugurati i laboratori di pittura, scultura e fotografia del dipartimento di arti visive, "contenitori di progetti in cui fare ricerca, sperimentare idee e verificare materiali. Dove esporre e creare", spiega il direttore dell'accademia, Riccardo Romagnoli, che richiama alla volontà di "riportare, in questi spazi, il concetto del contatto diretto con la vecchia bottega dell'artigiano, in cui gli studenti si confrontano con le opere dei maestri per raggiungerne e superarne gli obiettivi". Per gli studenti, un'occasione imperdibile di confronto e stimolo, sfida e apprendimento nei confronti di chi, anni prima, ha avuto ispirazioni e aspirazioni del tutto simili.  Proprio in occasione dell'inaugurazione, è stata allestita una collettiva degli artisti dell'accademia intitolata, non per niente "Linee di costruzione" (aperta dalle 17 alle 19 fino all'11 marzo) che comprende due percori espositivi per altrettanti orientamenti didattici. Linea, come il primo tratto creativo, ma anche come unità invisibile. A firmare le opere esposte sono molti degli artisti che insegnano in SantaGiulia: alle "Linee di costruzione" spetta quindi il compito di mostrare al pubblico i percorsi che l'arte contemporanea può intraprendere. Anticipa questa "fusione" tra studenti e docenti il laboratorio di scultura: in mostra le creazioni dei maestri Pietro Ricci (tra cui tre teste di guerrieri elaborate da blocchi di marmo greco) e Agostino Ghilardi (creta), insieme ai lavori dei ragazzi, in continuo dialogo tra loro proprio nella traccia di quelle "Linee di costruzione" che partono dagli insegnamenti dei docenti e si trasmettonoa gli allievi. Difficile non notare la Resurrezione di un Cristo in creta, ancora in divenire, alta ben 6 metri, destinata al cimitero di Montirone. LO SCENARIO cambia nel laboratorio di pittura, un allestimento espositivo in cui le "Linee di costruzione" diventano griglie progettuali e metodi operativi. Gli autori sono per di più docenti: Alessandro Mancassola (con l'esterna Barbara Ceriani Basilico) propone un'opera fotografica irriverente e "portatile, nonostante i suoi 190cmx135com pieghevoli", che rappresenta sette turisti tra gli iceberg; Katia Noppes indaga sulle linee temporali e materiali, e presenta la Città di cuori, una mappatura urbana creata con calchi di gesso, ma partendo da cuori di maiale. Ancora, Massimo Uberti elabora la città ideale di Durer, tessuta in un tappeto di 4 metri da una famiglia indiana o incorcia le "Linee di costruzione" luminose su un tavolo (di famiglia) su cui appoggia una serie di teche lumiose per creare un autoritratto. Poi ci sono gli intrecci di Maggie Cardelus e le distorsioni di Stefano Mandracchia che mette anche in discussione i canoni classici. Maria Morganti, infine, traduce i pensieri quotidiani in un diario pittorico per rappresentare le Linee di stratificazione della memoria. AFFASCINATO l'assessore comunale alla cultura, Andrea Arcai che, osservando le teste in marmo di Ricci, intravede già «una contaminazione con quelle in bronzo degli imperatori in SantaGiulia". Colpito dalla percezione delle opere in diventire nei laboratori, parla di un'"esperienza incredibile, che sarebbe interessante replicare anche nei nostri musei, in cui sviluppare quindi l'ispirazione, ma in loco".

BresciaOggi, 6 Marzo 2011

 
Documentazione