Designer nel seminterrato ma (forse) saranno famosi
La location è perfetta per essere raccontata fra un po' di anni, quando (forse) saranno famosi. Scantinato dalle parti del Civile, pulito («ma sapevamo che arrivava lei...»), con i tubi del riscaldamento che passano ad una spanna dalla testa, perfetti d'inverno per risparmiare sulla bolletta.
Seminterrato di designer, di giovani designer. Loro sono Daniel Facchetti (27 anni) e Gian Franco Di Costanzo (26). Un diploma Itis il primo, geometra il secondo; entrambi poi col diploma di Machina in tasca, corso di design industriale. In qualche modo loro sono la storia dei tanti ragazzi che vogliono partire, che intendono realizzare un percorso, tentare di dare corpo ad un sogno. "Se non lo facciamo adesso, quando mai?", chiedono.
Vigilia di emozioni. Oggi, a Milano, al fuorisalone del Mobile, avranno in mostra tre oggetti disegnati e realizzati: una stazione per la raccolta differenziata colorata ed impilabile che in qualche modo richiama nella forma i mattoncini Lego (ma qui sono parallelepipedi che hanno chiamato Leco giocando con l'evidente assonanza dell'ecologia: ma chissà se i danesi della Lego saran d'accordo); il secondo oggetto al fuorisalone sarà "Piastra", un portariviste con led e infine ci sarà "Latini", una lampada con lavorazione capitonnè. Idee, ma con prototipi palpabili, verificabili.
La storia di Daniel e Gianfranco s'incrocia sui tavoli di scuola di Machina e poi continua in abbinata in un'azienda privata commerciale di arredi: disegnano e progettano spazi. E la sera - raccontano - si ritrovano per parlare di futuro e per disegnare progetti. Un dopolavoro di lavoro e di passione. Si trovano il seminterrato. Dopo tre anni da dipendenti decidono il grande salto: si mettono in proprio. Disegnano, e - particolare importante - realizzano o fanno realizzare. Piccole cose agli inizi, ma qui si ha l'impressione che ci sia la stoffa dell'intrapresa.
"Alcune cose - dicono - pensiamo di autoprodurcele. Ovvero le facciamo fare, magari in pochi pezzi, e poi le piazziamo. Così almeno speriamo". Grandi fatturati, ovviamente non c'è ne sono. Almeno per ora. "E sempre per ora, quindi, dobbiamo vivere in famiglia". Qualcosa, in realtà, hanno già fatto. Il disegno di un loro lavandino in corian (un materiale composito) è stato realizzato da un'azienda mantovana.  Il "Flussocreativo" - questo il nome del loro studio - qualche segno già l'ha lasciato. Adesso tentano un altro salto: la vetrina di Milano. Il "fuorisalone" è una delle idee più intelligenti che il Salone ha figliato. Milano, dal 12 al 17 aprile, diventa un po' tutta una vetrina del Salone del Mobile. La fiera ufficiale sta a Rho-Pero. E in mezza città c'è il "fuorisalone". Dove c'è un posto libero è un po' "fuorisalone". Le loro tre realizzazioni stanno in via Voghera, in via Ponte Vetero, in via San Barnaba.
E chissà che, in particolare per la "Leco", non si incontri un'azienda a suo modo coraggiosa, decisa ad investire negli stampi per fare la stazione ecologica. Per gli altri due oggetti (economicamente meno impegnativi) Gian Franco e Daniel pensano alla possibile autoproduzione. E si ha l'impressione che questi due, oltre che designer, abbiano il bernoccolo dell'imprenditoria...


Giornale di Brescia, 12 Aprile 2011


Designer nel seminterrato
 
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