Cyber crime, confronto a tutto campo sui rischi e metodi investigativi

Phishing, spamming, malware. E non solo. Insomma: cyber crime. Solo pronunciarli è una fatica, ma loro, i giovani, di reati online ne sanno eccome. Per attivare un percorso formativo sulla sicurezza web. prima della conclusione del progetto "Il poliziotto un amico in più", gli studenti dell'Accademia Santa Giulia hanno incontrato Antonio Fiorentino, assistente capo della Postale, per approfondire il mondo dei reati informatici e dei metodi investigativi o i rischi, per esempio, di Facebook.  Dalla pedofilia al cyber-stalking, dalla diffamazione alla truffa, dall'hacking all'e-commerce al copyright. Acceso il confronto sul file-sharing, vale a dire la possibilità di condividere dati (come musica e video) che poi vengono però scaricati illegalmente. "Ma perchè alcune compagnie di telecomunicazione sono legittimate a divulgare questo servizio?", chiedono i ragazzi. "Dal punto di vista tecnico la condivisione è lecita - spiega Fiorentino -, è il tipo di utilizzo che può non esserlo. Non dimenticate poi che le compagnie offrono uno strumento di condivisione, altri programmi, invece, uno spazio fisico sul server: la differenza è sottile, ma giuridicamente sostanziale". Emblematica anche la dimostrazione della caccia a un pedofilo e dei possibili sbocchi offerti da una nuova disciplina forense: il digital forensics, in cui "alcuni degli strumenti che usate per l'editing diventano utili alle indagini", spiega Fiorentino, mostrando i passaggi per la stesura di "una perizia utile alla risoluzione di un caso attraverso l'Image Forensics, vale a dire l'analisi e l'elaborazione di un'immagine per far emergere dettagli apparentemente invisibili". 

BresciaOggi, 14 Aprile 2011

 
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